Cultura e paesaggio

“Per i visitatori che giungono in aereo, Capo Gallo con la sua falesia ed il profilo a spigoli acuti, marca la separazione tra terra e mare con linee nette e taglienti. Per chi giunge dal mare esso è la sentinella di Ponente del Golfo di Palermo” (Riggio S., F.M. Raimondo).

Tale posizione giustifica i molti insediamenti storici del sito, importante per i traffici marittimi e per il controllo da possibili incursioni via mare. Le cavità esistenti favorirono l’insediamento umano fin dalla preistoria, ed alcune di esse hanno conservato resti archeologici e paleontologici (Di Stefano e Mannino 1983).

La presenza di numerose torri dislocate lungo la costa, testimonia la funzione di roccaforte assunta nel corso dei secoli da tutta l’area. Durante il periodo in cui i pirati compivano le loro scorrerie per tutto il Mediterraneo, venne eretto il Dammuso di Gallo o Torre Amari (databile intorno alla prima metà del XVI secolo), in aggiunta alle torri già esistenti. Anche questa serviva per l’avvistamento delle imbarcazioni nemiche che venivano segnalate con fuochi agli altri siti di avvistamento per la protezione della costa e della città di Palermo.

Sull’isolotto di Isola delle Femmine sono visibili, oltre alla Torre di guardia a pianta quadra le tracce di vasche di epoca punico-romana a coccio pesto utilizzate per la lavorazione del garum (alimento ottenuto dalla fermentazione di interiora di tonni e altri pesci, mescolati con aromi, olio e aceto).

Altro manufatto importante è il faro di Capo Gallo, attivo dal 1885, sotto il regno di Ferdinando I.

Per quanto attiene i toponimi coesistono varie tesi: secondo Vito Amico (in Di Marzo 1855) “Gallo” Lat. Gallus Sic. Gaddu; secondo il Cascino Gal è voce punica che vuol dire “basso monte”, donde Montello, successivamente corrotto in Mondello, mentre secondo Vincenzo Di Giovanni nel “Palermo Ristorato” si afferma essere così detto “per la forma di gallo presentata dalla rupe ai naviganti da alto mare”; altri riferimenti bibliografici meno dotti farebbero infine derivare il nome dalla rilevante presenza delle coturnici (Coturnix o Quaglia), oggi scomparse nel sito, che, in siciliano si chiamano gaddi o gaddini.

Il toponimo di “Isola delle Femmine”, invece, nota anche come “Isola di fuori”, prenderebbe origine da Eufemio, governatore bizantino di Messina, successivamente storpiato da Femio in “Fimi”, avrebbe dato luogo al siciliano “Fimmini”.