La R.N.O. di Capo Gallo

E stata istituita con Decreto dell’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente n. 438 del 21/06/2001 ed affidata in gestione al Dipartimento Azienda Foreste Demaniali della Regione Siciliana.

Rilievo carbonatico del Mesozoico (225 milioni di anni fa) Capogallo è un rilievo carsico ricco di cavità, fra cui la Fossa del Gallo, la Grotta Perciata, la Grotta dei Caprari, quella delle Vitelle, la Grotta Regina e la Grotta Caramula. La grotta Impisu, a Sferracavallo, rivela tracce preistoriche, fra cui quelle di animali estinti come il cervo e l’ippopotamo. In una grotta di Monte Gallo, i ritrovamenti paleontologici hanno restituito tracce dell’elefante nano vissuto tra 230.000 e 170.000 anni fa (Era Quaternaria, Epoca del Pleistocene medio): in piena glaciazione Riss (la penultima). Era un elefante di piccola taglia, vissuto sia in Sicilia che a Malta di cui non si conoscono le origini.

Monte Gallo si affaccia sul mare: oggi prateria ad ampelodesma, un tempo era coltivato ad olivo e carrubo. La zona nord-orientale del monte è la più arida e con rocce affioranti, mentre l’occidentale si presenta con un rimboschimento a pini e cipressi, misto a specie tipiche dell’area mediterranea. Sulle cime del monte si trova l’habitat ideale per i piccoli uccelli tra cui le cincie, i fringillidi, il merlo, l’occhiocotto e il colombaccio. Di notte sulle pareti rocciose è possibile avvistare il barbagianni e l’allocco più diffuso tra la vegetazione.

Nonostante la forte antropizzazione alla base del monte, vive anche la volpe, il più grosso mammifero predatore superstite in Sicilia. Sul Monte Gallo, si possono osservare molte specie interessanti in transito, nelle stagioni di passo, come la cicogna bianca, il falco pecchiaiolo, il coloratissimo gruccione ed il cuculo.

Di grande interesse sono le numerose specie endemiche o rare quali: Limonio di Palermo (Limonium panormitanum) specie molto rara esclusiva di Capo Gallo e Monte Pellegrino, Allium lehmannii, Centaurea ucria, Scabiosa limonifolia, Brassica rupestris, Hieracium lucidum, Lithodora rosmarifolia ecc. Si possono anche osservare alcune orchidee selvatiche le più interessanti delle quali sono l’Ofride verde-bruna siciliana, l’Ofride verde-bruna palermitana e l’Ofride di Branciforti.

L’edificazione massiccia degli anni `80 ha procurato danni inestimabili al paesaggio ed ha creato una barriera nell’ecosistema suddividendo il territorio della R.N.O in due sezioni non comunicanti. Fortunatamente, le risorse biologiche di maggior pregio sono confinate all’habitat rupestre delle falesie, inaccessibile e perciò intatto. Va anche sottolineata l’assoluta assenza di disturbi ambientali.lungo tutta la fascia costiera compresa fra il Faro di Capo Gallo e l’ingresso della proprietà Cassina, in prossimità della punta di Barcarello.